Lean Thinking – Principi

I principi su cui si basa il Lean Thinking sono semplici: il punto di partenza è l’identificazione degli sprechi per poi eliminarli e produrre di più con un minor consumo di risorse.

Identificare cio’ che vale (value) individuare ciò per cui i clienti sono disposti a pagare un prezzo
Identificare il flusso del valore (value stream) allineare le attività che creano valore nella giusta sequenza
Far scorrere il flusso del valore (flow) mettere in atto le attività a valore senza interruzioni
Fare in modo che il flusso sia tirato (pull) fare scorrere il flusso in base alle richieste del cliente
Puntare alla perfezione (perfection) assumere la perfezione come riferimento per programmi di miglioramento continuo
Estendere alla catena dei fornitori (lean supply chain) affrontare anche la catena dei fornitori in ottica lean

L’applicazione in azienda dei sei principi provoca un grande cambiamento sia sul “piano fisico” sia sul piano organizzativo (riduzione dei livelli gerarchici, orientamento ai processi, team interfunzionali, responsabilizzazione, delega e sviluppo competenze a livelli operativi, snellimento delle funzioni ecc.); tutto questo comporta quindi un radicale cambiamento di mentalità da parte di tutto il personale ed una vera e propria “rivoluzione culturale”. E’ una scelta coraggiosa, operata da una direzione forte, dinamica, innovativa e moderna.

1° principio – Definire il Valore

Il punto di partenza della caccia alla spreco è l’identificazione di ciò che vale. Il consumo di risorse è giustificato solo per produrre valore altrimenti è spreco (MUDA). Vai al dettaglio

2° principio – Identificare il Flusso di Valore

Il flusso di valore per un dato prodotto consiste nell’intera gamma di attività necessarie per trasformare le materie prime in prodotto finito. Vai al dettaglio

3° principio – Fare scorrere il Flusso

Definito con precisione il valore (primo principio), identificato il flusso di valore per un dato prodotto o famiglia di prodotti ed averlo ricostruito eliminando le attività inutili attraverso la mappatura dei flussi (secondo principio); bisogna fare sì che le restanti attività creatrici di valore formino un flusso (terzo principio). Vai al dettaglio

4° principio – Fare in modo che il Flusso sia “tirato” dal Cliente

Quando l’azienda (o più in generale l’organizzazione) ha definito il valore (per il cliente), ha identificato il flusso di valore, ha eliminato gli ostacoli e quindi gli sprechi per fare sì che il flusso scorra senza interruzioni, allora è giunto il momento di permettere ai clienti di tirare il processo (cioè il flusso di valore). Vai al dettaglio

5° principio – Ricercare la Perfezione

Questo ultimo principio può sembrare presuntuoso e va quindi interpretato nel senso di miglioramento continuo (KAIZEN). Infatti se si sono applicati correttamente i primi quattro principi si creano sinergie impensabili che mettono in moto un processo continuo di riduzione dei tempi, degli spazi, dei costi. Vai al dettaglio

PLM Lab identifica un 6° Principio

6° principio – Lo sviluppo fornitori

Potremmo chiamare 6° principio snello “la conversione della catena dei fornitori ai principi snelli” perché ci sembra, in base alle nostre esperienze, che dopo avere trasformato l’azienda applicando i 5 principi, l’ultimo indispensabile passo da fare per la riuscita di un progetto lean sia quello di affrontare la catena dei fornitori in un’ottica lean.
Oggi è raro incontrare aziende le cui attività interne incidano per più di un terzo sui costi e sui lead-time complessivi necessari a portare il prodotto sul mercato: non si riuscirà quindi a fare molta strada verso la snellezza (al massimo 1/3 della strada necessaria) se non si riuscirà a convincere i fornitori (ed i distributori) ad intraprendere essi stessi i passi del pensiero snello. Vai al dettaglio